Nella seconda metà del Seicento, Venezia vive una stagione musicale di straordinaria vitalità. Teatro d’opera, musica sacra e repertorio strumentale si incontrano in un linguaggio sempre più ricco di contrasti, colori e invenzione. Tra i protagonisti di questo passaggio verso il pieno Barocco emerge Giovanni Legrenzi, compositore capace di lasciare un’impronta profonda nella vita musicale della Serenissima.
Nell’ottavo episodio Marco Gemmani ripercorre la carriera di Legrenzi, dagli esordi come organista nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo agli anni trascorsi a Ferrara, fino all’affermazione veneziana. Dopo essere diventato vicemaestro della Cappella Marciana nel 1683, Legrenzi fu nominato Maestro di Cappella di San Marco nel 1685, incarico che mantenne fino alla morte, avvenuta nel 1690.
La sua produzione attraversa generi diversi: opere teatrali, oratori, mottetti, salmi e composizioni strumentali. In ciascuno di essi Legrenzi mostra una particolare sensibilità per la costruzione melodica, il ritmo e la forza espressiva del dialogo tra le parti. La scrittura sacra conserva la solennità della tradizione marciana, ma si apre a una più intensa teatralità e a un uso moderno delle voci e degli strumenti.
Alla guida della Cappella Marciana, Legrenzi raccoglie l’eredità di Monteverdi, Cavalli e della grande scuola veneziana, proiettandola verso il nuovo secolo. La sua musica rappresenta così un ponte tra la magnificenza policorale del Seicento e il linguaggio concertante che troverà pieno sviluppo nel Settecento.