Nel 1613 Claudio Monteverdi viene nominato Maestro di Cappella della Basilica di San Marco. Il suo arrivo a Venezia segna l’inizio di una nuova stagione per la Cappella Marciana e per la musica europea: alle spalle vi sono gli anni trascorsi alla corte dei Gonzaga a Mantova, davanti a lui quasi trent’anni di attività nella Serenissima.
In questa prima parte, Marco Gemmani ripercorre il cammino che conduce Monteverdi a San Marco, soffermandosi sulla formazione cremonese, sull’esperienza mantovana e sulla progressiva affermazione di un linguaggio capace di trasformare profondamente il rapporto tra musica, parola ed espressione.
Quando giunge a Venezia, Monteverdi è già uno dei compositori più autorevoli e innovativi del suo tempo. Le sue opere, i madrigali e la musica sacra mostrano una nuova attenzione agli affetti, alla forza drammatica del testo e alla libertà della scrittura vocale. Il suo compito non consiste soltanto nel comporre e dirigere: Monteverdi deve riorganizzare l’ensemble, formare i cantori, scegliere i repertori e garantire la musica per le grandi celebrazioni della Basilica. San Marco diventa così il luogo nel quale la tradizione polifonica veneziana incontra la sensibilità del nuovo secolo.