Nel Cinquecento Venezia diventa uno dei maggiori crocevia culturali d’Europa. Artisti, mercanti e musicisti provenienti da paesi diversi trovano nella Serenissima un ambiente aperto, cosmopolita e capace di trasformare esperienze lontane in linguaggi nuovi. Tra le presenze più decisive vi sono i musicisti fiamminghi, maestri del contrappunto che portarono nella musica veneziana una straordinaria sapienza compositiva.
Protagonista del terzo episodio è Adrian Willaert, chiamato nel 1527 alla guida della Cappella Marciana e rimasto Maestro di Cappella fino alla morte, nel 1562. Durante i suoi trentacinque anni a San Marco, Willaert elevò la Cappella a un livello di prestigio internazionale e pose le basi di quella che sarebbe stata definita la Scuola veneziana.
Marco Gemmani racconta l’incontro tra la raffinata tradizione polifonica franco-fiamminga e la particolare identità sonora della Basilica. La disposizione degli spazi, delle cantorie e degli organi favorì un nuovo modo di concepire il rapporto tra le voci, aprendo la strada al dialogo tra gruppi vocali distinti e alla grande stagione della policoralità veneziana. Attorno a Willaert si formò inoltre una vera scuola di compositori e allievi, fiamminghi e italiani, destinati a proseguirne e rinnovarne l’eredità.