Nel Settecento veneziano, pochi musicisti seppero muoversi con la versatilità e il successo di Baldassare Galuppi. Nato a Burano e per questo conosciuto come il “Buranello”, fu compositore di opere, musica sacra, sonate e concerti, protagonista di una carriera internazionale che lo condusse dai teatri veneziani alle corti europee.
Nel nono e ultimo episodio Marco Gemmani racconta il rapporto di Galuppi con la Basilica di San Marco e con la Cappella Marciana, della quale divenne Maestro di Cappella nel 1762. La sua nomina rappresentò il coronamento di un percorso che lo aveva già imposto come uno degli autori più celebrati del suo tempo.
La musica sacra di Galuppi riflette la piena maturità del linguaggio settecentesco. Alla solidità della tradizione contrappuntistica si uniscono una limpida cantabilità, il gusto per il colore e una naturale sensibilità teatrale. Anche nelle pagine destinate alla liturgia, il compositore conserva quella chiarezza del gesto e quella vivacità espressiva che avevano decretato il successo delle sue opere.
Alla guida della Cappella Marciana, Galuppi contribuisce a rinnovarne il repertorio senza recidere il legame con la grande eredità veneziana. La sua scrittura alterna solennità e leggerezza, grandiosità corale e momenti di intensa raccolta, restituendo l’immagine di una Venezia ancora capace di irradiare cultura musicale in tutta Europa.