Alessandro Grandi

Alessandro Grandi

Editor's Notes Puntata 7

Tra le figure più originali del primo Seicento veneziano, Alessandro Grandi occupa un posto di particolare rilievo nella storia della Cappella Marciana. Cantore e poi maestro sostituto a San Marco, lavorò accanto a Claudio Monteverdi contribuendo al rinnovamento della musica sacra e alla nascita di un linguaggio più intimo, espressivo e vicino alla sensibilità barocca.

Nel settimo episodio Marco Gemmani ricostruisce il percorso di un compositore a lungo rimasto nell’ombra, ma considerato tra i protagonisti più importanti della sua epoca. Dopo le esperienze maturate a Ferrara, Grandi tornò a Venezia nel 1617 come cantore della Basilica e nel 1620 fu nominato vicemaestro della Cappella Marciana.

La sua musica rappresenta un passaggio decisivo dalla grande tradizione policorale cinquecentesca alle forme più raccolte e moderne del concerto sacro. Nei mottetti per poche voci, il testo acquista una nuova centralità: la scrittura si fa mobile e intensamente retorica, mentre il dialogo tra voce e basso continuo conferisce alla parola sacra una forza quasi teatrale.

Grandi seppe fondere la solidità del contrappunto veneziano con il nuovo stile concertato, alternando slanci virtuosistici, momenti contemplativi e una cantabilità di grande immediatezza. Fu inoltre tra i principali artefici dello sviluppo del mottetto solistico, destinato a diventare uno dei generi più rappresentativi della musica sacra seicentesca.

Nel 1627 lasciò Venezia per assumere la guida musicale della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, dove morì durante la peste del 1630. La sua eredità, tuttavia, rimane profondamente legata a San Marco e a quella straordinaria stagione nella quale tradizione e modernità si incontrarono, trasformando il linguaggio musicale europeo.