Centenario Turandot per la regia di Nadir Dal Grande

Turandot Centenario: lo sguardo di Nadir Dal Grande

Al tavolino di Caffè Rossini, Nadir Dal Grande racconta la sua visione di Turandot di Giacomo Puccini, nel nuovo allestimento realizzato per il Centenario dell’opera e vincitore del bando di OperaLombardia dedicato ai giovani team creativi under 35.

Regista, scenografo e costumista della produzione, Nadir Dal Grande sceglie di allontanarsi dagli stereotipi della Cina imperiale per portare in scena un mondo cupo, sterile e asfissiante: un regno sospeso, incapace di immaginare il proprio futuro, dominato dalla figura di Turandot e da una comunità che diventa parte essenziale del racconto.

Al centro della sua lettura c’è anche Liù, il cui sacrificio assume un significato decisivo. L’incompiutezza dell’ultima opera di Puccini non viene nascosta o risolta, ma trasformata in materia drammaturgica: il finale aperto lascia sospesi i conflitti e affida al pubblico le domande sul destino dei personaggi, sull’amore, sulla morte e sulla possibilità della redenzione.

Il nuovo allestimento, presentato il 25 aprile 2026 al Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca, nel giorno esatto del centenario della prima assoluta di Turandot, arriva ora al Teatro Sociale di Como, dove il 24 settembre inaugura la stagione d’opera 2026-27, prima di proseguire nei teatri del circuito OperaLombardia e al Teatro Coccia di Novara.

Una conversazione di Gabriele Formenti con Nadir Dal Grande per entrare, prima del sipario, nel cuore di una delle opere più celebri e misteriose di Giacomo Puccini e scoprire come può parlare al pubblico di oggi, cento anni dopo la sua prima rappresentazione.

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