Al tavolino di Caffè Rossini Gabriele Formenti incontra il soprano Francesca Dotto, protagonista nel ruolo di Mimì de La bohème di Ruggero Leoncavallo, in scena al Teatro Regio di Torino nell’ambito del Festival Verismo.
Quando pensiamo alla Bohème, il nome che viene immediatamente alla mente è quello di Giacomo Puccini. Ma negli stessi anni anche Leoncavallo lavorò a un’opera ispirata alle Scènes de la vie de bohème di Henri Murger. La sua Bohème debuttò alla Fenice di Venezia nel 1897, un anno dopo il capolavoro pucciniano e nel tempo è quasi scomparsa dai cartelloni.
Il Teatro Regio la riporta oggi in scena in un nuovo allestimento con la regia di Francesco Micheli e la direzione di Andrea Battistoni, proprio nel teatro dove nel 1896 vide la luce la Bohème di Puccini. La versione di Leoncavallo offre però uno sguardo diverso sul mondo dei giovani artisti parigini: più vicino al testo di Murger, più corale e con una diversa distribuzione dei ruoli vocali.
Francesca Dotto interpreta Mimì, mentre Anna Goryachova è Musette, Matteo Lippi è Marcello e Alessandro Luongo è Rodolfo. Un’occasione rara per incontrare personaggi familiari attraverso un’altra musica e un’altra prospettiva teatrale.