Passione barocca la copia del clavicembalo Hieronymus Albrecht Hass del 1734

Il suono del giovane Bach

Editor's Notes Stagione 3 - Puntata 5

Gabriele Formenti ci porta negli anni di formazione di Johann Sebastian Bach, quando il giovane compositore stava costruendo il proprio linguaggio attraverso l’ascolto, lo studio e l’assimilazione delle grandi tradizioni musicali europee.

Il punto di partenza è Frühwerke – Early Works, la registrazione del clavicembalista Andreas Staier pubblicata da Harmonia Mundi e dedicata ad alcune delle prime opere per tastiera di Bach. In programma troviamo le Toccate BWV 912, 914 e 916, le Partite diverse sopra il corale ‘“’O Gott, du frommer Gott’”’ BWV 767 e il celebre Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo BWV 992.

Sono pagine nelle quali il giovane Bach appare già sorprendentemente libero e personale. Le toccate alternano slanci virtuosistici, episodi improvvisativi e sezioni contrappuntistiche, mentre il Capriccio trasforma una partenza familiare in una vera narrazione musicale: gli amici cercano di dissuadere il fratello dal viaggio, ne immaginano i pericoli, lo salutano e infine il racconto si chiude con la celebre fuga costruita sull’imitazione del corno del postiglione.

Ma questa puntata racconta anche un suono. Andreas Staier esegue queste musiche su una copia moderna, realizzata da Anthony Sidey e Frédéric Bal, di un clavicembalo costruito ad Amburgo da Hieronymus Albrecht Hass nel 1734. Uno strumento dalla sonorità insolitamente profonda, dotato anche di registro di sedici piedi, capace di evocare per ampiezza e gravità il mondo dell’organo.

Il risultato è un Bach lontano da ogni immagine austera o museale. Staier affronta queste pagine con energia, contrasto e libertà, mettendo in luce il carattere sperimentale di una musica ancora giovane ma già pienamente riconoscibile. A completare il racconto c’è anche una testimonianza straordinaria della formazione di Bach: uno dei suoi più antichi manoscritti conosciuti, copiato intorno al 1700 durante il periodo trascorso a Lüneburg, quando aveva appena quindici anni. Un frammento prezioso che ci permette di osservare da vicino il giovane musicista mentre studia e assorbe la musica dei maestri che lo precedono.

Con Gabriele Formenti, Passione Barocca riscopre così il suono del giovane Bach: inquieto, curioso, teatrale, sorprendentemente moderno e già capace di trasformare ogni influenza in una voce personale.