Che cosa può raccontare un violino? Nella nuova puntata di Passione Barocca, Gabriele Formenti ci accompagna nel Settecento italiano attraverso quattro ascolti dal CD Concerto veneziano, con Giuliano Carmignola, violino, e la Venice Baroque Orchestra diretta da Andrea Marcon.
Il viaggio comincia con Antonio Vivaldi e il Concerto in si bemolle maggiore RV583 in due cori. I due gruppi orchestrali si rispondono e si rincorrono, mentre il violino solista esplora un gioco di risonanze, contrasti e colori. Nel Concerto in mi minore RV278 invece l’atmosfera cambia: all’energia dell’Allegro molto segue un Largo in cui il violino sembra prendere il respiro di una voce.
Con Pietro Antonio Locatelli entriamo nel territorio del virtuosismo. Nel Concerto in sol maggiore n.9 op.3, tratto da L’Arte del violino, l’orchestra lascia spazio al solista: è il momento del Capriccio, tra salti di registro, passaggi vertiginosi e una scrittura che spinge lo strumento verso nuove possibilità tecniche.
Il viaggio si conclude con Giuseppe Tartini e il Largo andante alternativo del Concerto in la maggiore D.96. I versi A rivi, a fonti, a fiumi correte, amare lagrime offrono una chiave d’ascolto. Provate a seguire il fraseggio del violino, è come se qualcuno vi stesse confidando una pena d’amore.