Mappa del Baltico nel Seicento

Con il grano e le aringhe: il Barocco del Baltico

Editor's Notes Stagione 3 - Puntata 7

Il Barocco non ha soltanto il Mediterraneo, Venezia, Roma o Versailles. Ha anche un altro mare: il Baltico.

La nuova puntata di Passione Barocca, la trasmissione di Venice Classic Radio condotta da Gabriele Formenti, ci porta nell’Europa settentrionale del Seicento, lungo una rete di città affacciate sul Baltico che erano unite da commerci, rotte marittime e continui scambi culturali. Lubecca, Rostock, Stralsund, Stettino, Danzica, Riga e Reval, l’odierna Tallinn: insieme alle merci viaggiavano anche musicisti, strumenti, manoscritti e nuovi linguaggi musicali.

A guidarci in questo viaggio è Musica Baltica, la registrazione realizzata da Reinhard Goebel con Musica Antiqua Köln e pubblicata da Archiv Produktion nel 1999. Un disco diventato emblematico del lavoro di riscoperta compiuto da Goebel e dal suo ensemble, capaci di riportare alla luce interi territori della musica tedesca e nordeuropea del Sei e Settecento.

Il programma riunisce nove compositori oggi poco frequentati: Paul Luetkeman, Vincenzo Albrici, Johann Vierdanck, Thomas Baltzar, Nicolaus Hasse, Andreas Kirchoff, Dietrich Becker, Johann Caspar Ferdinand Fischer e Johann Valentin Meder. Musiche diversissime, ma accomunate da una fitta circolazione di idee tra il mondo germanico, l’Italia, la Scandinavia, l’Inghilterra e le città del Baltico.

Le biografie di questi musicisti raccontano già da sole un’Europa sorprendentemente mobile. Thomas Baltzar, nato a Lubecca, arrivò in Inghilterra e nel 1661 entrò al servizio di Carlo II come membro della celebre formazione dei ventiquattro violini reali. Vincenzo Albrici, romano e allievo di Giacomo Carissimi, fece parte dell’ambiente musicale legato alla corte di Cristina di Svezia e percorse poi alcune delle principali corti europee.

Ancora più significativa è la vicenda di Johann Valentin Meder. Nato in Turingia, trascorse una parte importante della propria carriera nelle regioni baltiche e fu cantore del ginnasio di Reval. Proprio a Tallinn, nel 1680, venne rappresentata la sua Die beständige Argenia, una delle più antiche opere in lingua tedesca conservate e la prima opera conosciuta composta e rappresentata in Estonia.

Musica Baltica diventa così molto più di una semplice antologia. È una carta geografica in musica, sulla quale possiamo seguire il movimento degli stili attraverso porti, corti, chiese e città mercantili. Dalle fantasie corali della Pomerania alle sonate strumentali, dalle danze alle pagine più virtuosistiche, fino alla spettacolare Sonata di Battaglia in do maggiore di Meder, tratta da Die beständige Argenia, il disco restituisce l’immagine di un Barocco inquieto, cosmopolita e profondamente europeo.