Tutti conoscono Johann Pachelbel per il celeberrimo Canone in re maggiore. Pochi, però, conoscono la sorprendente ricchezza della sua produzione organistica e strumentale. La nuova puntata di Passione Barocca, il podcast di Venice Classic Radio condotto da Gabriele Formenti, parte proprio da qui: dal Pachelbel rimasto nell’ombra del suo brano più famoso.
Negli ultimi anni della sua vita il compositore tornò nella natia Norimberga, dove dal 1695 ricoprì l’incarico di organista della prestigiosa chiesa di San Sebaldo. A questo periodo appartiene uno dei nuclei più singolari della sua produzione: 95 fughe sul Magnificat, concepite in relazione ai diversi toni ecclesiastici e destinate alla liturgia dei Vespri. Sono composizioni concise, spesso racchiuse nello spazio di pochi minuti, nelle quali Pachelbel concentra con straordinaria efficacia invenzione melodica, chiarezza armonica e sapienza contrappuntistica.
A riscoprirle in una veste completamente nuova è Space Time Continuo, ensemble di Montréal fondato e diretto dalla violoncellista Amanda Keesmaat. Nel disco Pachelbel: Magnificat Fugues, pubblicato da Analekta nel 2022, quindici di queste fughe vengono sottratte al loro originario universo organistico e trasformate in musica d’insieme attraverso trascrizioni per diverse combinazioni di violoncelli, arciliuto e organo.
La prospettiva è affascinante: gli strumenti che nel repertorio barocco sono spesso chiamati a sostenere l’armonia diventano qui protagonisti assoluti. Quattro violoncelli, un arciliuto e un organo costruiscono una trama sonora scura, profonda e sorprendentemente mobile, nella quale le diverse linee del contrappunto emergono con grande chiarezza. Nell’incisione suonano Amanda Keesmaat, Andrea Stewart, Camille Paquette-Roy ed Elinor Frey ai violoncelli, Sylvain Bergeron all’arciliuto e Luc Beauséjour all’organo.
Il programma non si limita alle Fughe sul Magnificat. Troviamo anche la Partita n. 5 in do maggiore dalla Musicalische Ergötzung, la Sarabanda L’amant soupirant attribuita a Pachelbel, la grande Ciaccona in fa minore e, a creare un ponte con il nostro tempo, Nœuds borroméens del compositore canadese Maxime McKinley.
E naturalmente c’è anche lui: il Canone in re maggiore. Ma persino il brano che ha reso Pachelbel universalmente famoso assume un volto diverso nell’arrangiamento di Amanda Keesmaat. Il violoncello non è più relegato alla ripetizione incessante del basso, ma entra nel dialogo musicale insieme agli altri strumenti.
Con Gabriele Formenti, Passione Barocca ci invita così a guardare oltre il Canone, per incontrare un Pachelbel raffinato contrappuntista, organista e sperimentatore: un compositore molto più ricco e sorprendente di quanto la fama di un unico brano abbia lasciato immaginare.